Natura, vattene!

Natura, vattene!

Ma davvero la Natura può “andare via”?

Abbiamo mai provato a misurare il tempo nel quale la vegetazione s’impossessa di nuovo degli sterrati?

O quanto ci mette a crescere dalle fessure dell’asfalto?

O a crescere sulle dune di sabbia, (eccessivamente) fresate dagli operatori delle pulizie, come se fosse qualcosa di sporco?

…e quanto tempo impiega la vegetazione per ricoprire i ruderi di una città abbandonata?

Natura, vattene!

Le gridarono:
“Vattene, Natura!”.
Lei si prese paura.
Fece il suo fagottello:
ci mise dentro
l’ultimo alberello,
l’ultima viola
dell’ultima aiuola,
e uscì dalla città.
E va, e va….pensava:
“Mi fermerò nei boschi!”
Ma i boschi erano stati
disboscati.
“Mi fermerò nei prati!”
Ma erano tanto piccoli,
non c’era posto per tutti:
gli insetti, i mammiferi,
gli uccelli, i tramonti…
“Vattene, Natura!”
E lei se ne andò:
in quattro ripiegò
gli ultimi prati
come fazzoletti.
Lasciò il Pianeta
Acca Zeta….
Adesso lassù
è tutta una città:
di verde – ve lo posso
giurare – c’è rimasto
solo il semaforo,
quando non è rosso.
(Gianni Rodari)